Non si potrà mai dare una risposta corretta ed adeguata al grande interrogativo che ogni uomo si pone durante il cammino della sua vita: “ Chi sono io?”

Con superficialità, rispondiamo certi e sicuri: “Sono un Uomo”. L’uomo di certo occupa un posto di rilievo nell’universo degli esseri viventi, potendo scegliere il proprio destino, plasmandosi e formandosi secondo i propri interessi, dotato com’è di una mente intelligente che gli permette di compiere azioni libere.

L’uomo però è anche un fenomeno della natura al pari di altri, come ci suggerisce Machiavelli, e i suoi comportamenti non variano nel tempo. Per natura è un essere fondamentalmente maligno o come ci dice sempre lo scrittore fiorentino: “ingrato, volubile, simulatore e dissimulatore, fuggitore de’ pericoli, cupido di guadagno”.

L’umanità infatti non è in grado di migliorare con l’evoluzione. Viviamo in una società in cui l’uomo, convinto della propria libertà, si è lasciato mettere in catene, l’uomo è plasmato a un essere dipendente da bisogni indotti dalla campagna mediatica. Distratto e sottilmente manipolato in ogni ambito della vita, l’uomo è costantemente condotto ad una mentalità utilitaristica secondo la quale si deve ricercare il benessere esclusivamente nella materia.

Concezione attuale questa, e tramandata da secoli vede l’uomo prevalentemente avido, sopraffattore, traditore e crudele che quando compie il bene lo fa per necessità e costrizione. È anche vero, però che un altro aspetto fondamentale di questa natura umana,  come si diceva in incipit è proprio la libertà, il bene più prezioso che l’uomo possa avere: essa è data dalla possibilità di poter disporre di se stesso senza controlli o costrizioni.

Negli stati moderni la libertà ha un valore universalmente riconosciuto e in Italia, la costituzione repubblicana la tutela e la garantisce sotto varie forme. È proprio grazie a questa libertà che la storia del genere umano è costellata di grandi uomini, eroi magnanimi che, coltivando le virtù e le componenti più nobili dell’animo umano, hanno saputo dominare la parte peggiore della loro natura, sacrificando i propri interessi per il bene dell’umanità.

Oggi, tuttavia sembra che l’uomo abbia perso questa consapevolezza di sè e sia sprofondato nell’oblio dell’autentico traguardo per il quale è stato creato. Animati quindi dallo stesso entusiasmo utopistico cui Machiavelli auspica per il riscatto finale dell’Italia, possiamo solo augurarci che l’Uomo si svegli da tale oblio e che comprenda chi è veramente e a cosa ha ceduto le redini della propria esistenza: Denaro, potere e logica utilitaristica.

 

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